Monotematico e imbarazzante. Stuntin’ Like My Daddy, seconda puntata della terza stagione di Euphoria, è una lunga ode a tutto ciò che non è necessario, ovunque: nella sceneggiatura, nella recitazione, nella vita.
Che nel mondo di Euphoria sia tutto possibile non è una novità; è pur sempre la serie di scuole superiori con budget milionari per recite stile Hollywood e di Maddy che cammina a bordo piscina con una pelliccia addosso.
Per due stagioni abbiamo seguito le vite di adolescenti tali solo sul documento d’identità, ma questo era un tratto che dava personalità e carattere alla serie. Quello che prima erano elementi paradossali ma ben inseriti nella sceneggiatura stanno scadendo nel degradante. L’unica spiegazione possibile al declino dei personaggi in Euphoria è che non fossero solo adolescenti in crisi ormonale, ma gente con accenni di psicopatia (cosa che fino alla seconda stagione credevamo vera solo per Nate).
Appurata e consolidata la mancanza di brillantini e del colore viola a livello grafico già dal primo episodio, e compensata dalla bellezza stratosferica delle attrici protagoniste. Punto interessante (uno dei pochissimi) è l’evoluzione stilistica di Jules, Maddy e Cassie, tutte e tre più sobrie nel trucco e negli outfit – in particolar modo Jules. Per Cassie ci sarebbe da fare una precisazione lunga come un’autostrada riguardante i suoi outfit porno, ma ne parliamo più avanti.

Il secondo episodio di Euphoria si apre con il colloquio di lavoro più surreale della storia.
Non è una novità che Maddy viva la vita come se fosse perennemente inquadrata da una telecamera (o forse è solo lo stile di recitazione di Alexa Demie).
Questa puntata si apre con lei che, nel giro di pochi minuti, si assicura il posto di lavoro dalla talent manager Ms. Penzler. In questa scena Maddy è la personificazione del fake it ‘till you make it: si presenta con audacia, ben vestita, affamata ma non disperata. Tutto questo sembra fare colpo sulla Penzler, che premia l’iniziativa rendendola sua assistente.
Lodevole l’atteggiamento ma molto meno il dialogo, finto e forzato ai limiti dell’imbarazzo.
L’impressione è che il dialogo di apertura tra Maddy e la Penzler (più simile a un monologo, visto che a parlare è quasi solo Maddy) sia stato ideato con lo scopo di essere instagrammabile, più che strutturata e realistica. Il classico tipo d’immagine con la citazione scritta sotto che fa figo condividere come storia o buttato a caso in un dump.
Maddy è una giovane adulta che cerca di affermarsi a livello lavorativo, rivendicando il suo potenziale. Questa versione adulta che conosciamo di lei è più calcolatrice e meno focosa rispetto alla Maddy ragazzina che rovesciava il pentolone di chili alla festa locale e insultava la madre del suo ex-ragazzo.
È anche una delle poche a non darsi alla prostituzione, pur essendone coinvolta indirettamente. La sua vision riguarda la gestione di carriere femminili su OnlyFans e un’inquietante anticipazione dei prossimi episodi lascia intendere che si metterà in contatto anche con Alamo, proprietario di strip club con il quale inizia a lavorare Rue.
Sesso, prostituzione e ancora sesso. Con tanto di scene di cui avremmo fatto a meno.
Casualmente la scena di sesso più esplicita viene fatta girare a Chloe Cherry, interprete di Faye e pornostar nella vita reale. La mia teoria del complotto non era affatto tale. Bonus “cosa ca**o sto guardando” per la bandiera nazista appesa al muro durante l’amplesso.
Con la nudità di Cassie ci si spinge sempre più oltre, sfruttando i suoi beceri servizi fotografici per OnlyFans. Durante una cena a casa Jacobs due degli invitati danno voce a quello al pensiero più comune: quale persona è così malata di mente da richiedere una foto di una bambina adulta? La domanda nasce in riferimento a una foto osé di Cassie con il ciuccio in bocca e le gambe aperte e anche Cassie sembra cosciente di quanto sia malata la cosa. Di fronte al ritorno economico, però, anche la follia umana per lei passa in secondo piano.
Anche Jules ha a che fare con il potere economico del sesso, ma in maniera privata e meno grafica rispetto alla sua ex-compagna di liceo; anche se, tirando le somme, la prostituta premium è lei che è diventata sugar baby.
Insomma, chiedere degli archi evolutivi sensati e non una petulante ripetizione delle fantasie sessuali di Sam Levinson sembra troppo.

Tempo di ritorni: Rue e Jules, Cassie e Maddy
Jules vive una vita apparentemente di lusso in un attico che le ha regalato il suo fidanzato. Non abbiamo notizie su come lei e Rue rientrino in contatto, ma abbiamo intuito che in questa stagione chiedere spiegazioni anche solo di base è troppo. Maddy, invece, rincontra Cassie a bordo piscina e decide di andare oltre il suo orgoglio per cercare di spremere a suo favore l’esibizionismo della sua ex-amica.
Non ci è dato sapere come e perché Jules e Rue decidano di incontrarsi di nuovo; sappiamo solo, da una conversazione di Rue con Maddy, che a volte pensa ancora al loro rapporto.
In questa stagione ci sono evidenti superpoteri: Maddy che magicamente sa a che ora e dove pranza uno dei profili manageriali del Wall Street Journal, Rue che senza soldi e con un debito da 100000 dollari riesce a visitare Jules nel suo attico di New York, a ore e ore di distanza da lei. A caso.
In tutto ciò, il primato del degrado continua a portarlo Rue.
Immersa in un mare di spaccio, prostituzione, debiti e possibile traffico umano. Sua madre non vuole più vederla e non risponde alle chiamate; vuole proteggere la figlia minore dall’influenza negativa della maggiore. Nonostante abbia ancora contatti con le amiche di sempre, Rue è sola in un tritacarne ed è acclimatata alle cose peggiori del mondo in cui si è cacciata.
Alamo ha un atteggiamento più rilassato rispetto a Laurie, ma sotto una patina apparentemente amichevole è freddo e spietato e gestisce un impero intoccabile. Fin ora è l’unico personaggio con input interessanti.
Neanche Nate se la passa bene ma è motivato a coprire le apparenze.
Nate è messo in difficoltà da debiti molto alti e problemi d’immagine, entrambi in conflitto con le smanie della sua futura moglie (spendere 50000 dollari in decorazioni floreali per il matrimonio e mettersi in vendita su OnlyFans).
Diventa improvvisamente l’uomo la cui partner si spoglia per altre persone sul web e persino suo padre Cal arriva a chiedergli spiegazioni – lo stesso che è in riabilitazione per dipendenza dal sesso.
A quanto pare nessuno (ad eccezione – per ora – di Lexi) aveva diritto a un’istruzione universitaria o una vita esente da debiti o prostituzione.
Sarà sadismo, pigrizia o semplice inettitudine nella sceneggiatura. Ad essere certo è il solo fatto che, se questo è solo l’inizio, la sfiducia iniziale alla visione del primo episodio di Euphoria è diventata cosa certa.


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