Che di teen drama “x anni dopo” non fosse rimasto nulla l’avevamo capito, ma un simile cocktail di generi era inaspettato.
A caso, un po’ tutto. I protagonisti di Euphoria non sono mai stati tanto belli quanto stupidi.
“The Ballad of Paladin“, terzo episodio della terza stagione di Euphoria, è una sfilata di elementi gore, personaggi soprammobile e outfit discutibili (per un matrimonio).

Tanto hype per il nulla cosmico
Su Instagram, X e il resto dei social circolavano da tempo le varie anteprime e clip di questo episodio così atteso, ovvero quello del matrimonio principesco di Cassie e Nate. Avevamo avuto modo d’intravedere tanti dettagli: primi piani dolenti di Maddy, uno stralcio di conversazione tra Jules e Cal Jacobs, una Cassie sanguinante in abito da sposa.
Tante piccole scene trapelate ad hoc per suscitare la curiosità di noi spettatori – ormai assuefatti da tanto trash. Tutto questo per il vuoto, lo zero a livello narrativo, niente di niente. Nulla che non ribadisca cose già dette: che Cassie e Nate siano dipendenti dalle apparenze, che Maddy soffrisse ancora per il tradimento di Cassie e che Jules fosse una escort ancora in cerca di attenzioni dagli incontri del passato.
Un’ora di episodio che avanza di molto poco la trama, finale di Rue a parte. Anche il finale del matrimonio di Cassie e Nate non è chissà cosa; non basta il sangue a rendere automaticamente scioccante una scena.
Tempo di ritorni, parte seconda: Jules e Nate / Cal, Maddy e… nessuno.
Se Cassie ha chiuso il suo profilo OnlyFans per Nate, a cosa serve ancora la presenza di Maddy nella sua vita – e al suo matrimonio, soprattutto?
Dall’episodio scorso era stato reso palese come Cassie avesse ricontattato Maddy per motivi utilitaristici, cioè per sfruttare il suo talento da apparente career manager. Qualcosa si è intravisto anche da clip del prossimo episodio, ma resta comunque non sfruttata la presenza di Maddy al matrimonio del suo ex e della sua migliore amica.
Un accenno di tutto, sostanza di nulla.
In questo terzo episodio Maddy è di una bellezza incantevole ma pressoché inutile, pari a un soprammobile. Un abbellimento estetico e basta, inquadrata più volte in primi piani perfetti: quasi una decorazione in più del matrimonio, insieme ai fiori da 50000 dollari.
Della vecchia Maddy è rimasto il fantasma e questo è un bene, dato che la sua versione adolescenziale avrebbe come minimo devastato la cerimonia. Ma di dettagli potenzialmente interessanti neanche uno.

Jules, tanto ambiziosa da iscriversi all’università ma non abbastanza umile da trovare un lavoro normale
Nulla da aggiungere su Jules: studentessa squattrinata che diventa apparentemente ricca lavorando da escort, dopo aver scoperto che soddisfacendo un uomo due volte al mese riesce a pagare l’affitto.
Il seme c’era già dall’adolescenza vista la tendenza di Jules di adescare uomini più grandi, ma chiaramente Sam Levinson non ha lasciato a nessuno dei personaggi la possibilità di migliorare ed evolvere dai propri errori.
Almeno per ciò che è stato mostrato finora, Jules è una bambola vuota. Impeccabile esteticamente, seduttrice nata… e basta. Riportata in luce solo per descrivere il suo percorso nella prostituzione. Una sua apparente relazione con Rue riesumata dal nulla e senza alcun contesto o profondità.
Avrebbe dovuto seguire l’esempio di Kat, il cui personaggio è stato tagliato dalla terza stagione dopo aver esaurito il suo corso di cose da raccontare.
E poi c’è Cassie, novella sposa sempre più caricaturale e irritante.
Cassie è diventata un giocattolo buttato nella folla alla mercé di chiunque, anche lei come Jules svuotata delle sue complessità e riempita di frasi fatte e sorrisi finti.
Bonus demenzialità anche per sua madre Suze, che si ricorda di fare alla figlia il discorso più demotivante possibile sul matrimonio proprio lungo la navata.
Rue prosegue nel suo vortice di criminalità fino all’inciampo nel finale.
Speriamo in un epilogo diverso, almeno per il prossimo episodio: tra droga, spogliarelliste e contaminazioni simil-western anche la sua trama – per quanto sia la più movimentata rispetto alle altre – comincia a diventare asfissiante.

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